• Giulia Calligola

Come nasce una grafica dark fantasy?

Non lo nego, sono stati giorni veramente duri. Tra l'avvio dell'attività, la gestione delle commissioni, l'uscita del nuovo libro e la traduzione in inglese dello stesso, sono sempre molto impegnata e do sempre, per forza di cose, la precedenza al lavoro. Davvero, è una fortuna avere tanto interesse per un'attività comunque giovanissima, e le vostre commissioni mi stanno davvero aiutando tanto a incasellarmi nella giusta via da libera professionista.

Tuttavia, questo toglie tempo ai progetti personali, ed era ormai da tanto che non facevo qualcosa di mio, un progetto totalmente fine a sé stesso. Ed è un peccato perché è proprio con i progetti personali che si può sperimentare maggiormente, allenarsi, e trovare nuove tecniche che non si avrebbe l'opportunità e il coraggio di mettere in pratica su un lavoro commissionato. E, inutile dirlo, i progetti personali sono anche quelli che tengono alta l'asticella dell'entusiasmo, perché è normale che avere una grafica di cui tu artista solo decidi cosa ti piace e cosa no è... rilassante.

E quindi niente, era un po' che volevo mettermi a fare qualcosa di mio. E il weekend scorso ho finalmente avuto l'ispirazione!

Chi mi conosce sa che come genere personale adoro il dark fantasy, con tonalità cupe, molto drammatiche e dai toni contrastanti. Adoro i soggetti mitologici, gli Dei, i mutaforma, o comunque tutti elementi sovrannaturali con un velo di misticismo tutto intorno. E quindi chi meglio si poteva prestare a fare da soggetto a una nuova grafica, se non la Morrigan, Dea dalla quale ho preso il mio nome d'arte? Si tratta in realtà di un soggetto ricorrente (nel mio nome online, nelle mie storie, anche in qualche grafica passata), ma non l'avevo mai presa come soggetto unico e interamente incentrato sulla mitologia celtica. Quindi era ora di darle questo omaggio!

Ma passiamo al lavoro in sé. Ha richiesto circa cinque ore di impegno ininterrotto. Il file originale su photoshop conta circa 77 livelli, tra oggetti di scena, modella, sfondo, elementi dipinti a mano, livelli di correzione, luci, ombre, colore, effetti finali. di seguito, un collage che mette insieme tutti gli elementi utilizzati senza alcuna manipolazione:




(E scusate la censura poco carina, ma altrimenti sarebbe stata impossibile da condividere sui social)


Comunque, come è possibile notare, gli elementi sono "tanti ma non tantissimi". Tre foto di base per le rocce e il terreno, il cielo, la modella, ali e tiara, corvi e scheletri. E la scena abbozzata quando si inizia una grafica appare quasi sempre così: orribile da vedere (ecco perché ho sempre molte remore a far vedere il lavoro in corso anche ai clienti, che giustamente si spaventerebbero). La verità è, però, che photoshop può potenzialmente unire tutto con tutto; naturalmente, più si è bravi, più apparirà realistico e ben amalgamato.

Ora, gli elementi fondamentali per far apparire una grafica realistica, sono due: colori e luci. Se questi due aspetti non concordano tra un elemento e l'altro, si avrà l'effetto di "appoggiato e non facente parte della scena". Mi seguite? Sì, so che sto parlando in maniera altamente professionale.

Qui ovviamente i colori e le luci non c'entrano nulla tra un oggetto e l'altro. Ed ecco che qui parte il vero lavoro di fotomanipolazione!

La prima cosa da fare, e anche la più noiosa, è scontornare tutti gli elementi per bene. Dopodiché, vanno modificati uno per uno per cambiare la luminosità, la provenienza dell'illuminazione, il colore e decorarli un po', se serve. Solo infine, si procede con lavorare sulla luce globale e sugli effetti e le texture finali, che rendono la scena davvero profonda e viva. Per mostrarvi il procedimento, ecco una gif che mostra alcuni dei passaggi:




Ed ecco il prodotto finito!



Come dicevo prima, gli elementi che mi piacciono e che ritengo ormai facenti parte del mio stile ci sono tutti. Innanzitutto il soggetto: ali e aureola decorata circolare. Sono elementi che metto spessissimo, li adoro. E, oltre quello, tutto lo stile in generale: scena molto contrastata, luce proveniente da destra (perché la faccio sempre provenire da destra?), e soprattutto pochi colori utilizzati. Dovete sapere che ho una certa "fobia" dei colori che non concordano, quindi è raro che ne metta più di tre dominanti in una grafica (in questo caso, nero, bianco e rosso). Ah, e quel rosso! Si nota anche dalla gif. Di solito inizio sempre con un rosso fuoco, ma quando vado poi ad applicare gli effetti finali finisco sempre per trasformarlo in un rosso quasi bourdeax, molto contaminato di magenta. Lo adoro, è una tonalità che userei ovunque.


Comunque, alla fine di ogni grafica, mi piace fare una piccola analisi post partita, analizzando quello di cui sono soddisfatta, quello che mi ha dato problemi, quello che potrei migliorare. Quindi, diciamo che qui sono soddisfatissima della prospettiva e di acluni esperimenti con sfocatura e texture. E i capelli! Insieme ai vestiti sono probabilmente la cosa più difficile da fare, e sono appunto creati a mano. Solo un anno fa non sapevo farli, quindi posso ritenermi davvero contenta! Da migliorare? Uhm, forse non esagerare con il chiaroscuro. Sperimentare di più con i colori.


E questo è quanto! Vi saluto e vi auguro una buona vita, bestiole!



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